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Me
there's nothing wrong with me, this is how i'm supposed to be in a land of make believe that don't believe in me.
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Love
La musica, la vita, gli amici (veri), i film, l'estate, i libri, l'alba, il sole, la libertà, il rispetto reciproco, le persone dalla mentalità aperta, il nero e l'arancione, gli animali, il natale, i regali, le dimostrazioni d'affetto, le comitive d'amici, i centri commerciali, lo zucchero filato, le feste, le stelle, il silenzio, la serenità, il volersi bene...
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Hate
La superficialità, la falsità, l'ipocrisia, chi si crede migliore degli altri, chi maltratta i più deboli, chi abbandona gli animali, la sofferenza, la tristezza, la malinconia, la solitudine, la paura, le persone insistenti, il razzismo, l'invasione della libertà altrui, gli amici che ti voltano le spalle, i colpi bassi, le lacrime, l'indifferenza...
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martedì, 25 aprile 2006 ♥ 14:06
[ comedy ]
La spensieratezza di una canzone nelle orecchie, un pomeriggio ancora neonato e tante parole da spendere.
Another sentimental argument and bitter love,
fucked without a kiss again..
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HitAM
comedy |
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martedì, 25 aprile 2006 ♥ 02:13
[ comedy ]
Periodo di muta, questo. Sto cambiando la pelle. Oh quanto suona strano dirlo. Tutti quelli che avevo intorno prima, tutti quelli che stavano lì per non far smettere il mio cuore di battere, il mio cervello di pensare, le mie tristezza e gioia di alimentarsi insieme.. non ci sono semplicemente più. E' un periodo forse di rabbia, perchè il passaggio è duro e faticoso, ma ci sono nuovi volti e nuovi sorrisi intorno. Nuovi strani passatempi da condividere, nuova parole da usare e scoprire insieme. E' completamente assurdo come il destino voglia che io cambi aria, che tutti quelli che ho creduto vicini fino ad adesso SBAGLIANDOMI, se ne stanno andando scivolando piano su di me, e non li sento, non sento la tristezza. Sento tanta rabbia, ed è comprensibile, ma realizzo poco a poco che nessuno si merita.. Ma cosa dico?
Io sto bene con le mie faccette strane fisse su un solo punto, io sto bene cantando le canzoni che mi pare, io sto bene con i miei poster attaccati dove meglio credo, con il mio letto disordinato e io avvolta nelle coperte. Io sto bene urlando cose senza senso, sto bene masticando una Big Babol pesantemente, con la bocca piena e cercare di cantare. Io sto bene con i miei pensieri strani, sto bene con la mia strana idea di libertà. Io sto bene con le persone che DIMOSTRANO di volermi bene, cazzo ho detto DIMOSTRANO. Io sto bene con le mie 20 parolacce quotidiane, io sto bene con il mio essere leggermente indigesta, sto sorridendo anche quando ti dico che mi hai rotto. Perchè sta arrivando una nuova estate che non credevo possibile. Perchè io posso reagire, io lo sto facendo, dannazione. Non ho bisogno di rotolarmi nel fango, non ho bisogno di incazzarmi se qualche stupido adolescente ha deciso di non farci caso, se qualche strana ragazza piena di sè mi racconta di ciò che io sento, non ho bisogno di incazzarmi se nessuno ha più tempo per nessuno. Sono loro che perdono, che non hanno afferrato gli attimi veri della vita, le vere lacrime e la bocca piena di Big Babol che rende le parole più farfugliate che mai. Sono loro che non comprendono l'esatta natura di un sorriso o di un abbraccio, vero o falso che sia.
Periodo di muta, e sento già le urla delle vecchie cellule morte graffiare e bussare alla porta della coscienza, io sento già che si sta avvicinando una nuova era dove le cose che non funzionano vengono sostituite, dove il vero colpo di follia è fare ciò che nessuno si immagini, o forse farsi semplicemente un giorno di lento bruciare come sigaretta, come fumo che brucia dentro al petto, come un odore che penetra dentro al corpo lentamente. La vera follia è farsi una giornata di sano far niente, è sentirsi bene e appagati senza aver scalato nessun problema, senza aver affrontato nessun dubbio, nessun disastro, senza che la tristezza riesca ad andarsene e la gioia a strapparsi dal cuore, lacerando ogni vecchia titubanza.
Non ho bisogno di rendermi conto di ciò che accade intorno, ho solo bisogno di sentire quel sapore di Big Babol, di amaro, di ore e ore di silenzio, di parole sgradevoli dentro alla bocca, continuamente, e farlo sentire agli altri.
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HitAM
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lunedì, 24 aprile 2006 ♥ 01:48
[ tragedy ]
Why should my fun have to end?
For me it's only the beginning
I see my friends begin to age
A short countdown to what end
Call me irresponsible
Call me habitual
But when you think of me
Do you fill your head with schemes
Better think again
Cause no one knows
I don't want to cause no harm
But sometimes my actions hurt
Is there something I should find
To make plans for forever
Call me irresponsible
Call me habitual
But when you think of me
Do you fill your head with schemes
Better think again
Cause no one knows
Call me irresponsible
Call me habitual
But when you think of me
Do you fill your head with schemes
Better think again
Cause no one knows
Does it seem like all your memories fade
You soak up knowledge to fill the space
And still my answer remains...
I don't know
Green Day - No one knows
Chi la legge tutta avrà il mio amore per sempre.
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HitAM
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lunedì, 24 aprile 2006 ♥ 01:08
[ comedy & tragedy]
Noia? Apatia? Malinconia?
O più semplicemente:
Voglia di noia? Voglia di apatia? Voglia di malinconia?
Non sto male. Non sono triste. Sono annoiata, apatica e malinconica.
Ma tutto ciò non mi crea nessun tipo di problema.
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HitAM
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lunedì, 17 aprile 2006 ♥ 12:11
[ comedy & tragedy ]

Le cose cambiano ogni volta che le si guarda, cambiano ogni volta e dipende da noi.
La tragedia dell'affetto negato non è forse la commedia dell'ostinato credere che sia colpa di qualcuno?
E non è tragico forse, il modo in cui la gente ride e si diverte, dimenticandosi della vera malattia degli uomini?
Quella che è dentro tutti, un pò di ognuno di noi sente quella pulsazione che non si stanca di tormentarci.
Ed è in quell'istante preciso, che la tragedia si stabilisce in ogni battito, fremito, ruga, pensiero.
Tutti cercano senza rassegnarsi un sorriso consolatorio, in un modo quasi frenetico e che non ammette sbagli
e nessuno si accorge che è tutto così vicino e semplice, nessuno si accorge che si sta lentamente consumando.
Non è forse comico? E' tragicamente comico. E ciò che più rende divertente tutta questa faccenda
è che c'è gente che ancora si priva del divertimento, perchè si è fossilizzata su un solo aspetto dell'esistere.
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HitAM
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domenica, 16 aprile 2006 ♥ 19:20
[ tragedy ]
Sparirò - Luca Comesichiama
È difficile tenerti ancora qui Sei un fardello troppo grande da portare E io giuro che non posso farne a meno Ma il mio cuore ora no non ce la fa E non dico che hai sbagliato in qualche cosa Perché tu mi hai dato tutto quel che hai E già so che piangerai e che piangerò Ma che poi ti cercherò dovunque andrai E non stringermi così, chiudi gli occhi e pensaci Io non voglio farlo per poi perderti
Sparirò, contaci, non saprai più dove sono E capirai che con me non potevi andar lontano E saprai dar di più, trova un uomo che sia buono E che ti ami più di me Anche se io credo sia impossibile
È difficile tenerti ancora qui Sei un tesoro che non posso governare E sai di donna, sai d'amore e sai di mare Tutto quello a cui non posso rinunciare Ora devi andare via Di' che è tutta colpa mia Ma di' al mondo che t'ho amata alla follia
Sparirò, contaci, non saprai più dove sono E capirai che con me non potevi andar lontano E saprai dar di più, trova un uomo che sia buono E che ti ami più di me Anche se io credo sia, Anche se io credo sia, Anche se io credo sia impossibile.
Perchè è impossibile...
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sabato, 15 aprile 2006 ♥ 02:16
lassamo perde vah
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HitAM
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martedì, 11 aprile 2006 ♥ 20:50
[ comedy ]
I miei amanti segreti

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HitAM
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domenica, 09 aprile 2006 ♥ 01:04
[ tragedy ]
Ormai ho deciso, aggiungerò tutti i pezzi della storia di Giulia nel mio penultimo post. Infatti il pezzo che ho scritto ieri l'ho copiato lì, con la sua data e i suoi asterischi. Oggi vorrei scriverne un altro pezzo, ma ci penserò più tardi. Ora un post normale, forse. Se mi viene l'ispirazione. Dunque..
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HitAM
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domenica, 02 aprile 2006 ♥ 00:41
[ comedy & tragedy ]
27/03/06
Si chiamava Giulia, e aveva un sorriso dolce che sembrava abbracciare tutto il mondo. Aveva un bambino minuscolo stretto al seno e piangeva calde lacrime che non riusciva ad asciugare. Si addormentava solo quando il sole si congedava dal cielo e lasciava una scia d'oro, che brilla fra le nuvole rosa e arancio. Stava seduta delle ore su un balcone semi-distrutto, e si stringeva più forte a quella pelle liscia e profumata che si illuminava nei pressi del volto, in un piccolo sorriso innocente. Amava la sua vita inesistente, e cercava senza mai smettere un pretesto per completarla. Non riusciva a separarsi da quel libro che parla di mare e di sogni, e con il suo sorriso dolce che sembrava abbracciare tutto il mondo, baciava le sue pagine ingiallite. Scriveva lettere che non avevano destinatario, dormiva nel buio stringendosi forte al cuscino blu, si fermava a salutare le commesse di negozi sempre vuoti. Baciava uomini che avevano l'aspetto di bambini in cerca di un pupazzino di pezza perso nel fiume, li portava a casa con sè e li faceva dormire sul suo cuscino blu, senza mai smettere di fissarli dai piedi del letto. Sentiva le loro parole sconnesse nel sonno, e piangendo si stringeva alla pelle rosa e morbida del suo bambino. Nel buio si alzava da terra e si sedeva davanti allo specchio. Si osservava per ore, senza smettere di pensare. Si spazzolava per tutta la notte, lentamente, cercando di rimanere sempre stretta a quella piccola vita che respirava pesantemente, aggrappata alla sua unica certezza. All'alba si sedeva sul suo balcone semi-distrutto, e guardava la scia d'oro rinascere nella metà più bella del cielo. Sorrideva con quel suo sorriso dolce che sembrava abbracciare tutto il mondo.
* * *
02/04/06
Giulia è di nuovo sveglia, è di nuovo stancamente appoggiata su una sedia, è di nuovo impegnata in una veglia infinita. Non stringe che aria al suo petto scavato di dolore, non vede che letti vuoti dai cuscini blu, non sogna che anime in pena in un sentiero buio. Incubi dai nomi strani la visitano silenziosamente, sfilacciando le fibre di ogni sudato ricamo. Si alza di scatto, e non trova più uno specchio, Giulia ha bisogno di uno specchio, vuole vedere quel suo sorriso dolce che abbraccia tutto il mondo. Una farfalla, sullo specchio incrostato. Ed è notte. Una falena, sul suo corpo rosa. E le parole fatte di brividi sul collo di un uomo addormentato le giungono all'orecchio. Narrano di luoghi incantati luminosi e sereni, di cuscini blu che ad occhi chiusi se si abbracciano diventano curve morbide di protezione quasi materna, narrano di boschi e castelli, e di popolazioni che mentre tu stringi forte che quasi non respiri, stanno morendo. Narrano di pelli scure che si consumano ogni giorno al sole, che si seccano senza una dovuta protezione, e narrano di rive di un fiume colorato di giallo. Ed è notte, nei riflessi scuri dell'acqua che scivola, scorre, striscia nella stanza da letto. E sullo specchio una farfalla nera, sul cuore una farfalla nera. E sono sospiri di uomo che sul letto si rigira piano, sul fresco lenzuolo che quasi non servirebbe. Giulia lo sa che prima o poi dovrà coprire i piedi di granelli di sabbia, che dovrà nutrirsi di ogni palpito amaro di una stoffa blu, che se la stringi ti ricorda l'odore di pelli scure che si consumano ogni giorno al.. Giulia interrompe tutto, riesce a smettere di piangere e vede un sorriso complice sulla parete della stanza, Giulia sente il cuore battere, Giulia sa che nel mondo non esiste niente di profondamente vero e buono, Giulia sente quei rumori avvicinarsi, Giulia rivuole la sua pelle rosa che si illumina nei pressi del volto. E nello specchio ora il suo pensiero vola e si contorce come in agonia, ma piano piano Giulia vede nitido dentro alle crepe, vede un sorriso dolce che abbraccia tutto il mondo.
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9/04/06
Cosa può ricavarne, Giulia, da una semplice stanchezza fisica? Non ha più voglia di compatirsi o di sentirsi alla fine, è tutto troppo poco. Per lei è come camminare accanto ai pali e lasciare indietro un braccio, libero, senza vita, affinchè sbatta ripetutamente contro il duro ferro. E Giulia ricorda il dolore che piano piano diventava benessere, diventava trasportare tutto il dolore mentale dentro ad uno sciocco, banale dolore fisico, concentrato solo su un braccio, sul polso che Giulia sa di vedere nero il giorno dopo. E a cosa serve per lei, se non a distrarsi dal marcio odore di pioggia che le gira intorno? Una canzone potrebbe aiutarla, o forse qualcuno o qualcosa che la curi. Giulia è consapevole di somigliare troppo ad altre donne sconosciute e senza nome, lei sente lo stesso dolore ai confini del petto ogni volta che si siede su quello stesso balconcino che sembra crollare, ma a lei manca l'alba. Il sole che sale dalla destra del cielo che è ancora assonnato, lei che sente gli uccelli svegliarsi e la gente tossire per la prima volta dai balconi accanto, lei che sente il silenzio pressante che la fa piangere, lei che vede il buio trasformarsi in tenero azzurro che non sboccia, perchè muore poco dopo in una candida esplosione di rosso. Giulia sa che non troverà mai più uomini assonnati, nelle sue passeggiate mattutine. Non vedrà mai più quell'alba che la fa rabbrividire di freddo e gioia. Non stringerà più niente al petto, ha perso quella piccola anima calda, che aveva il suo doppione dentro al cuore, dentro al più profondo materiale freddo che era il suo cuore. Forse malinconia, tristezza, solitudine, depressione, dolore, musica e odio non basteranno stavolta. Ci sono e non riescono a fare male. Cosa si aspetta di peggio Giulia? Non riesce più ad immaginare. Non sa cosa dire. Non riesce più a vivere. Non c'è niente che possa tornare a splendere, quando il suo sorriso dolce che abbraccia tutto il mondo stavolta non ha la forza di nascere.
Che cosa ti sei dimenticata di fare oggi, Giulia? Cosa avevi promesso e non hai mantenuto? Perchè stringi forte quel cuscino blu? Non te lo concedo, stavolta. Non riuscirai ad ingannare il tempo. Ti ritroverai vecchia,sola, e piangente. E saprai che in quei giorni avresti potuto spaccare il mondo. Avresti potuto prendere la strada correndo, avresti dovuto ridere e piangere, avresti dovuto semplicemente gridare al mondo che le aquile non volano basso quando non hanno fame, e tu hai fame, Giulia, ammettilo.
Vomitato da
HitAM
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