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there's nothing wrong with me, this is how i'm supposed to be in a land of make believe that don't believe in me.
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La musica, la vita, gli amici (veri), i film, l'estate, i libri, l'alba, il sole, la libertà, il rispetto reciproco, le persone dalla mentalità aperta, il nero e l'arancione, gli animali, il natale, i regali, le dimostrazioni d'affetto, le comitive d'amici, i centri commerciali, lo zucchero filato, le feste, le stelle, il silenzio, la serenità, il volersi bene...
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La superficialità, la falsità, l'ipocrisia, chi si crede migliore degli altri, chi maltratta i più deboli, chi abbandona gli animali, la sofferenza, la tristezza, la malinconia, la solitudine, la paura, le persone insistenti, il razzismo, l'invasione della libertà altrui, gli amici che ti voltano le spalle, i colpi bassi, le lacrime, l'indifferenza...
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lunedì, 25 giugno 2007 ♥ 02:39
[ comedy ]
In questo post c'era un altro pezzo di "Giulia", ma l'ho attaccato al post precedente.
Vomitato da
HitAM
comedy |
I vostri commenti (1)
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venerdì, 15 giugno 2007 ♥ 03:28
[ comedy & tragedy ]
Rovistando fra i documenti, ho appena ritrovato questa vecchia strana storia che ho scritto all'inizio del 2006. E' in tre parti e forse è già stata postata qui o in un altro dei miei vecchi blog. Ma non importa, oggi la sento più che mai dentro e ho deciso che la riposterò. Mi sorprende che il terzo pezzo ad un certo punto parli di una cosa che credevo facesse parte della mia vita solo in questi ultimi trenta giorni o qualcosa così. Evidentemente ci sono cose che pensi, fai e poi dimentichi. Comunque, ecco il "racconto".
***
27/03/06
Si chiamava Giulia, e aveva un sorriso dolce che sembrava abbracciare tutto il mondo. Aveva un bambino minuscolo stretto al seno e piangeva calde lacrime che non riusciva ad asciugare. Si addormentava solo quando il sole si congedava dal cielo e lasciava una scia d'oro, che brillava fra le nuvole rosa e arancio. Stava seduta delle ore su un balcone semi-distrutto, e si stringeva più forte a quella pelle liscia e profumata che si illuminava nei pressi del volto, in un piccolo sorriso innocente. Amava la sua vita inesistente, e cercava senza mai smettere un pretesto per completarla. Non riusciva a separarsi da quel libro che parla di mare e di sogni, e con il suo sorriso dolce che sembrava abbracciare tutto il mondo, baciava le sue pagine ingiallite. Scriveva lettere che non avevano destinatario, dormiva nel buio stringendosi forte al cuscino blu, si fermava a salutare le commesse di negozi sempre vuoti. Baciava uomini che avevano l'aspetto di bambini in cerca di un pupazzino di pezza perso nel fiume, li portava a casa con sè e li faceva dormire sul suo cuscino blu, senza mai smettere di fissarli dai piedi del letto. Sentiva le loro parole sconnesse nel sonno, e piangendo si stringeva alla pelle rosa e morbida del suo bambino. Nel buio si alzava da terra e si sedeva davanti allo specchio. Si osservava per ore, senza smettere di pensare. Si spazzolava per tutta la notte, lentamente, cercando di rimanere sempre stretta a quella piccola vita che respirava pesantemente, aggrappata alla sua unica certezza. All'alba si sedeva sul suo balcone semi-distrutto, e guardava la scia d'oro rinascere nella metà più bella del cielo. Sorrideva con quel suo sorriso dolce che sembrava abbracciare tutto il mondo.
* * *
02/04/06
Giulia è di nuovo sveglia, è di nuovo stancamente appoggiata su una sedia, è di nuovo impegnata in una veglia infinita. Non stringe che aria al suo petto scavato di dolore, non vede che letti vuoti dai cuscini blu, non sogna che anime in pena in un sentiero buio. Incubi dai nomi strani la visitano silenziosamente, sfilacciando le fibre di ogni sudato ricamo. Si alza di scatto, e non trova più uno specchio, Giulia ha bisogno di uno specchio, vuole vedere quel suo sorriso dolce che abbraccia tutto il mondo. Una farfalla, sullo specchio incrostato. Ed è notte. Una falena, sul suo corpo rosa. E le parole fatte di brividi sul collo di un uomo addormentato le giungono all'orecchio. Narrano di luoghi incantati luminosi e sereni, di cuscini blu che ad occhi chiusi se si abbracciano diventano curve morbide di protezione quasi materna, narrano di boschi e castelli, e di popolazioni che mentre tu stringi forte che quasi non respiri, stanno morendo. Narrano di pelli scure che si consumano ogni giorno al sole, che si seccano senza una dovuta protezione, e narrano di rive di un fiume colorato di giallo. Ed è notte, nei riflessi scuri dell'acqua che scivola, scorre, striscia nella stanza da letto. E sullo specchio una farfalla nera, sul cuore una farfalla nera. E sono sospiri di uomo che sul letto si rigira piano, sul fresco lenzuolo che quasi non servirebbe. Giulia lo sa che prima o poi dovrà coprire i piedi di granelli di sabbia, che dovrà nutrirsi di ogni palpito amaro di una stoffa blu, che se la stringi ti ricorda l'odore di pelli scure che si consumano ogni giorno al.. Giulia interrompe tutto, riesce a smettere di piangere e vede un sorriso complice sulla parete della stanza, Giulia sente il cuore battere, Giulia sa che nel mondo non esiste niente di profondamente vero e buono, Giulia sente quei rumori avvicinarsi, Giulia rivuole la sua pelle rosa che si illumina nei pressi del volto. E nello specchio ora il suo pensiero vola e si contorce come in agonia, ma piano piano Giulia vede nitido dentro alle crepe, vede un sorriso dolce che abbraccia tutto il mondo.
****
9/04/06
Cosa può ricavarne, Giulia, da una semplice stanchezza fisica? Non ha più voglia di compatirsi o di sentirsi alla fine, è tutto troppo poco. Per lei è come camminare accanto ai pali e lasciare indietro un braccio, libero, senza vita, affinchè sbatta ripetutamente contro il duro ferro. E Giulia ricorda il dolore che piano piano diventava benessere, diventava trasportare tutto il dolore mentale dentro ad uno sciocco, banale dolore fisico, concentrato solo su un braccio, sul polso che Giulia sa di vedere nero il giorno dopo. E a cosa serve per lei, se non a distrarsi dal marcio odore di pioggia che le gira intorno? Una canzone potrebbe aiutarla, o forse qualcuno o qualcosa che la curi. Giulia è consapevole di somigliare troppo ad altre donne sconosciute e senza nome, lei sente lo stesso dolore ai confini del petto ogni volta che si siede su quello stesso balconcino che sembra crollare, ma a lei manca l'alba. Il sole che sale dalla destra del cielo che è ancora assonnato, lei che sente gli uccelli svegliarsi e la gente tossire per la prima volta dai balconi accanto, lei che sente il silenzio pressante che la fa piangere, lei che vede il buio trasformarsi in tenero azzurro che non sboccia, perchè muore poco dopo in una candida esplosione di rosso. Giulia sa che non troverà mai più uomini assonnati, nelle sue passeggiate mattutine. Non vedrà mai più quell'alba che la fa rabbrividire di freddo e gioia. Non stringerà più niente al petto, ha perso quella piccola anima calda, che aveva il suo doppione dentro al cuore, dentro al più profondo materiale freddo che era il suo cuore. Forse malinconia, tristezza, solitudine, depressione, dolore, musica e odio non basteranno stavolta. Ci sono e non riescono a fare male. Cosa si aspetta di peggio Giulia? Non riesce più ad immaginare. Non sa cosa dire. Non riesce più a vivere. Non c'è niente che possa tornare a splendere, quando il suo sorriso dolce che abbraccia tutto il mondo stavolta non ha la forza di nascere.
Che cosa ti sei dimenticata di fare oggi, Giulia? Cosa avevi promesso e non hai mantenuto? Perchè stringi forte quel cuscino blu? Non te lo concedo, stavolta. Non riuscirai ad ingannare il tempo. Ti ritroverai vecchia,sola, e piangente. E saprai che in quei giorni avresti potuto spaccare il mondo. Avresti potuto prendere la strada correndo, avresti dovuto ridere e piangere, avresti dovuto semplicemente gridare al mondo che le aquile non volano basso quando non hanno fame, e tu hai fame, Giulia, ammettilo.
***
25/06/07
Giulia ora è stanca di sentire la vita aumentare il passo dentro di sè, è stanca di rileggere vecchie lettere scritte da amici ormai persi, stanca di stare semplicemente seduta sul suo balconcino e aspettare la folle caduta verso il niente.
Il fresco venticello di una serata di luglio le accarezza il viso in silenzio, quella stessa aria che poche ore prima era un afoso caldo così forte che quasi si poteva assaporare, quella stessa aria di un dicembre ormai lontano, in bilico fra un albero innevato e una mano calda tesa verso il cielo, quella stessa aria che passa fra due sguardi quando si incontrano, la stessa aria che a Giulia adesso sembra un freddo polare, fresco e pungente.
Per lei osservare il cielo è come scattare fra i pensieri foto di momenti passati e leggeri, emozioni e sensazioni che sul momento sembrano immense e poi... e poi svaniscono come i fiocchi di neve, quella debole di febbraio, quando tocca l'asfalto.
Giulia ha paura di cadere, Giulia guarda il cielo e per lei ogni stella è come una canzone: ognuna ha la propria storia, il proprio calore, le proprie emozioni e la propria luce. Le stelle sono malinconiche e distanti, deludenti a volte, come una nota stonata in una canzone che si ama, come una parola dura in un momento in cui ci si aspetta un po' di dolcezza.
Per Giulia l'associazione fra una stella e un volto conosciuto è quasi automatica, ovvia. Ma non stasera.
Giulia è stanca di aspettare che sia buio per vivere, è stanca di dimenticare e poi ricordare improvvisamente, specialmente nel momento meno opportuno.
Sapete cosa decide di fare Giulia? Ride, ride, ride, ride così forte, nel bel mezzo della notte, da svegliare tutti i vicini, tutto il quartiere, tutto il paese, ride così sguaiatamente e di gusto da spezzare il sonno di tutta la regione, ogni volto si stacca dal cuscino, infastidito da quella sprezzante risata divertita, ride così forte, Giulia, da svegliare tutto il mondo.
E le stelle la riscaldano, come quella vecchia canzone che pensava non avrebbe ascoltato mai più e che invece ha aggiunto tepore alle sue giornate, una volta riascoltata.
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HitAM
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martedì, 12 giugno 2007 ♥ 18:45
[ tragedy ]
E' sempre così: quando vuoi qualcosa non la ottieni, quando poi vuoi il contrario, ecco quello che volevi lì, su un piatto d'argento. Ed è così assurdo quello che mi sta succedendo... più cerco di allontanare quello che non mi va, più le coincidenze e le assurdità della vita mi costringono a fare il contrario di quello che vorrei. Mi sento pressata, stanca, sempre fuori posto. Immagino già questa estate troppo diversa dalla scorsa, e io aspettavo che questa arrivasse solo per poterla vivere come la precedente...
E invece no, sta succedendo esattamente quello che avrei voluto succedesse l'estate scorsa. Ok, è ancora solo il 12 Giugno... però sento questa sensazione, è come se tutta la mia estate fosse appesa ai muri e io potessi guardarla come si guarda un quadro.
Oppure sono solo le solite paranoie senza senso, forse passerà questa prima settimana di assestamento, forse smetterò di pensare quel che sto scrivendo fra un esatto secondo... Non lo so.
Vomitato da
HitAM
tragedy |
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venerdì, 08 giugno 2007 ♥ 01:33
[ tragedy ]
Mamma mia... che giornata stancanteeee! Però divertente...
Finalmente ho dieci minuti di calma e di pausa prima di andare a letto, e li sto spendendo pensando ad un discorso intrapreso oggi a casa di Aly...
Ovviamente (mica tanto), quel discorso ormai nella mia vita è una costante, una cosa che capita sempre che venga fuori prima o poi e penso che chiunque mi conosca sia ormai stanco di sentirne parlare... però si sa anche che per me è molto importante, perché quel famoso periodo mi ha reso una persona assolutamente diversa (e non sono solo io a dirlo) da quella che ero fino a ... cazzo, quasi tre anni fa, e quindi amen, rassegniamoci.
Comunque sia, finalmente la scuola è finita... sì, FINITA e nonostante io stia aspettando di vedere i risultati appesi (non per i risultati in sè, dei quali sinceramente non mi importa molto) per convincermi definitivamente che è così, non posso fare a meno di pensare che è assurdo quanto sia passato veloce il tempo... un'altra estate... già... sono ripetitiva, lo so.
Siccome io in questa estate ci credo e anche tanto, mi sono fissata come traguardo quello di tornare ad essere molto più simile alla persona che ero tre anni fa, perché ormai è un'esigenza, sento i filamenti di quella vecchia personalità scalpitare in ogni giorno che passo, e sento anche che ormai questa esigenza è estesa anche agli altri e non solo a me, per quanto agli altri possa realmente interessare.
E poi, penso che sarei anche molto più serena. Ci riuscirò? Sarebbe anche ora... questa è l'estate dei miei futuri 16 anni, insomma, un bel traguardo. Penso che dovrei iniziare a migliorare qualcosina...
Quest'anno scolastico in quanto a nuove amicizie non è stato niente male, alcune che si sono rivelate poi false e altre che invece si sono affermate o concretizzate da poco, alcune con persone "vecchie", altre con persone davvero molto "nuove". Penso che queste siano le cose che davvero ti aiutano a rimanere vivo e a non vegetare, nonostante tutto intorno a volte ti faccia pensare che tu stia davvero vegetando e che è arrivata l'ora di darsi una bella scossa.
Bhe, queste sono le premesse... spero di essere soddisfatta di me al bilancio di fine estate.
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