there's nothing wrong with me, this is how i'm supposed to be in a land of make believe that don't believe in me.
Love
La musica, la vita, gli amici (veri), i film, l'estate, i libri, l'alba, il sole, la libertà, il rispetto reciproco, le persone dalla mentalità aperta, il nero e l'arancione, gli animali, il natale, i regali, le dimostrazioni d'affetto, le comitive d'amici, i centri commerciali, lo zucchero filato, le feste, le stelle, il silenzio, la serenità, il volersi bene...
Hate
La superficialità, la falsità, l'ipocrisia, chi si crede migliore degli altri, chi maltratta i più deboli, chi abbandona gli animali, la sofferenza, la tristezza, la malinconia, la solitudine, la paura, le persone insistenti, il razzismo, l'invasione della libertà altrui, gli amici che ti voltano le spalle, i colpi bassi, le lacrime, l'indifferenza...
E' finita l'età in cui l'estate significava più tempo per stare a casa a sognare fino a notte tarda, a scrivere e scrivere davanti al computer per ore e ascoltare quintali e quintali di musica emozionandosi per ogni parola... Il tempo mi ha reso inutile, e il tempo presente è inutile... Lo svago maggiore nonché quello più ambito è adesso per me fumare la mia merit per strada correndo per non arrivare tardi a scuola, vegetare per cinque ore su un banco senza volerlo davvero fare e sognare, quando si può, ad andarmene via di casa... ma come? La vita non solo è difficile, è pure stronza... perché qualsiasi cosa io voglio fare, è inutile sognarla perché non posso. E sono arrivata ad un punto morto... Non voglio continuare la scuola restando qui a casa perché l'aria non è delle migliori e io non avrò mai voglia di andare avanti con gli studi, e non posso neanche lasciarla, la scuola, restando qui... e se non passo quest'anno (cosa probabile dato l'elevatissimo numero di assenze), che cosa dovrei fare? Restare a sorbirmi le lamentele di persone alle quali non frega nulla di me e delle quali a me non frega nulla? E' finito il tempo in cui non si avevano responsabilità... Sento ogni giorno di più che sono ormai cresciuta e che sto continuando a farlo con una velocità impressionante...
E' finita l'età in cui l'estate significava più tempo per stare a casa a sognare fino a notte tarda, a scrivere e scrivere davanti al computer per ore e ascoltare quintali e quintali di musica emozionandosi per ogni parola... Il tempo mi ha reso inutile, e il tempo presente è inutile... Lo svago maggiore nonché quello più ambito è adesso per me fumare la mia merit per strada correndo per non arrivare tardi a scuola, vegetare per cinque ore su un banco senza volerlo davvero fare e sognare, quando si può, ad andarmene via di casa... ma come? La vita non solo è difficile, è pure stronza... perché qualsiasi cosa io voglio fare, è inutile sognarla perché non posso. E sono arrivata ad un punto morto... Non voglio continuare la scuola restando qui a casa perché l'aria non è delle migliori e io non avrò mai voglia di andare avanti con gli studi, e non posso neanche lasciarla, la scuola, restando qui... e se non passo quest'anno (cosa probabile dato l'elevatissimo numero di assenze), che cosa dovrei fare? Restare a sorbirmi le lamentele di persone alle quali non frega nulla di me e delle quali a me non frega nulla? E' finito il tempo in cui non si avevano responsabilità... Sento ogni giorno di più che sono ormai cresciuta e che sto continuando a farlo con una velocità impressionante...
Mi è capitato tante volte di ritrovarmi in una canzone... ma come stavolta mai. Quella che sto per copiare qui descrive in ogni sua più minima parola la mia situazione attuale e quello che sento e provo... Assurdo...
The Servant - How to destroy a relationship
What I thought would never come has come
I wish that I could say I did it coz I was young
Or even that its just that I’m dumb
The sweet ropes have come undone
I hurt someone
Something’s gone
Something wrong with me
Baby I’ve never been very good at anything
We can keep talking, but I’ll soon be walking out that door
Qualche tempo fa pensavo che andarmene di casa a 18, 19 anni, insomma il prima possibile, fosse il sogno della mia vita... Adesso che di anni ne ho 17 e 3 mesi, ho capito che non è un sogno, è una necessità. Non è più soltanto il voler scappare dall'inferno di questa casa, dagli orari e dalle regole, dalla mancanza di privacy, da loro insomma. E' proprio che ho capito che QUESTI sono gli anni migliori della mia vita, e non nel senso che sono giovane e quindi ora mi diverto e poi da adulta mi romperò solo le palle, ma nel senso che questi sono gli anni che forgiano la mia esistenza... e io ne ho già sprecati fin troppi a vivere come non vorrei. Io ho la mia personalità, ho le mie scelte e i miei gusti, i miei bisogni e i miei voleri. Ho già sbagliato un quarto delle cose che posso sbagliare nella mia vita scegliendo di frequentare il liceo, e non mi sono limitata a decidere di frequentare un liceo, ho scelto anche il classico. Il meglio del peggio, insomma, soprattutto quando a frequentarlo è una persona che tutto vuole fare nella vita tranne tradurre o insegnare greco, riflettere sulle cazzate della filosofia, stritolarmi il cervello a calcolare il PH di una qualche sostanza o conoscere il latino, che con tutto il rispetto per il suo fascino e per la bellezza di questa lingua e per le opere degli autori latini che avranno pure le loro otto paia di coglioni ma che cosa me ne faccio di saperle in un ambito scolastico?
Se io potessi davvero davvero davvero decidere da sola quello che voglio fare, avrei riparato già da due anni lo sbaglio scolastico e ora probabilmente starei frequentando una scuola che mi piace e appassiona davvero e avrei risultati molto migliori che i 5 e i debiti formativi che sto collezionando al liceo classico, avrei la possibilità di gestire il mio tempo come meglio credo, lavorerei, soprattutto lavorerei, avrei il piacere di guadagnare con il mio sudore i soldi che circolano nel mio portafoglio, non dipenderei da nessuno e avrei la mia casa, sistemata come meglio credo, avrei la mia stanza, avrei il mio cazzo di letto, i miei spazi. Avrei la facoltà di alzarmi la mattina e dire questo quadro qui mi ha rotto i coglioni e buttarlo. Ma non sono solo queste cazzate che mi mancano... queste in fin dei conti sarebbero solo il sale in più. Lo so benissimo che per campare da soli e tirar su una casa ci vuole responsabilità, soldi e sudore. Ma che cosa sto imparando adesso? A tirar avanti ogni anno scolastico arrivando al limite della bocciatura e salvarsi all'ultimo senza sapere un rigo di quello che ho ripetuto dopo manco una settimana, ad avere sempre il piatto pieno e il frigorifero riempito, a non sentire neanche l'odore delle bollette che arrivano, ad usare una connessione internet e non immaginare neanche quanto costi, ad utilizzare decine di elettrodomestici al minuto senza pensare a quanto mi costerà a fine mese? Io voglio mandare a fanculo la mia scuola e l'ipocrisia, la falsità, la frustrazione di chi ci lavora, le regole al limite dell'assurdo, l'ascoltare ogni giorno cazzate sciorinate da gente più ignorante di me come se ti stesse rivelando il segreto della vita eterna, voglio davvero inserirmi con entrambi i piedi in questa società che fa schifo, mi piacerebbe partecipare per controrisposta al circolo vizioso dominato dai soldi in cui non importa come sei ma quanti soldi hai e cercare di vivere al meglio la mia vita partendo dal principio primo dell'indipendenza. Restare qui, frequentare l'università e laurearmi e poi andarmene di casa che sto per compiere trent'anni? MA CHE CAZZO SCHERZIAMO?????????????????????????????????? La mia vita è ora! Se anche ci fosse la remota voglia dentro di me di frequentare l'università, che senso avrebbe farlo a casa dei genitori? Voglio frequentarla? Me la pago io. Ma intanto vivo.
So perfettamente che andarmene a 18 anni nella mia situazione sarà impossibile o comunque difficilissimo. Riuscirei in un'estate a guadagnare abbastanza soldi da affitare poi una stanza, un buco, un garage, un cazzo di posto qualsiasi dove poter abitare da sola? E riuscire ad avere abbastanza soldi a ogni fine di mese per mangiare, mantenermi l'ultimo anno di liceo (libri, tasse d'iscrizione e varie), pagare l'affitto e le bollette? Mi sembra difficile... eppure io la voglia ce l'ho. Ho aperto il mio portafoglio stasera e ci ho trovato 45 euro. La tentazione di metterli da parte per iniziare a metter su un gruzzoletto sostanzioso che mi possa aiutare quando potrò finalmente lavorare è tanta... Ma chi me la da la sicurezza che basterà?
Vorrei avere qualcosa di bello per cui sorridere, vorrei essere libera di dire quello che penso, vorrei una cameretta bella, vorrei non spendere sempre tutti i soldi per poi ritrovarmi senza, vorrei passare solo col debito in greco e poi cambiare scuola, vorrei non perdere gli amici che ho, vorrei smetterla una volta per tutte di soffrire di complessi di inferiorità, vorrei avere i capelli lisci naturalmente, vorrei essere un po' più bassa, un po' più magra, vorrei avere il naso più piccolo, vorrei avere di nuovo i capelli lunghi, vorrei non soffrire il caldo, vorrei che la scuola non finisse mai, vorrei non perdere la classe in cui sono adesso, vorrei essere più serena, vorrei avere più amici, perché quelli che ho sono fantastici ma mi sto fossilizzando sempre di più, vorrei avere un rapporto più sereno con le persone che amo, vorrei comportarmi meglio con tutti, vorrei non rimanere mai più delusa, vorrei non smettere di affezionarmi a Leandra, vorrei che non finisse mai di essermi così vicina, vorrei che Alice stesse meglio, vorrei che accadesse qualcosa di finalmente diverso nella mia vita, vorrei ed è la prima volta, che l'estate non arrivasse mai, vorrei che questo blog non fosse abbandonato a se stesso, vorrei che tutti la smettessero di nominare lei ogni volta che si parla di me, vorrei che le cose con Danilo andassero sempre bene, vorrei non essere troppo paranoica con lui, vorrei crescere e cambiare, vorrei migliorare di anno in anno, vorrei avere la forza di rimanere nella mia scuola e avere dei bei voti, vorrei non dover recuperare il greco in estate perché sono sicura che non ce la farei mai, vorrei far felici i miei genitori, mio padre, vorrei non dipendere da niente, vorrei non dipendere anche da nessuno ma purtroppo questo è imposibile.
La dipendenza affettiva è la più alta espressione dell’attaccamento ansioso. Può essere una caratteristica, un modo di porsi o una vera e propria malattia. Il naturale decorso di quell’antica ferita che stenta a rimarginarsi. Molti si chiedono come sia possibile che portatrici di questa ferita siano le donne più che gli uomini. Il discorso può essere semplicissimo e complicato, al tempo stesso.
I maschi, poverini, vengono, in fretta abituati all’indipendenza.
A loro si insegna che la forza è libertà. Esattamente come le femmine, patiscono, nell’infanzia, la separazione e l’abbandono. Ma a loro, pur se con l’inganno, di quell’abbandono, viene spiegato il motivo. Viene dato un movente.
“Gli uomini sono più forti, non devono piangere, gli uomini non hanno bisogno di nessuno.” Molti crescono con la rabbia di non aver potuto esprimere la propria rabbia, magari piangendo.
Ma con la certezza, per questo, di essere più forti. Alle donne, questo non succede. I bambini giocano con i trenini e con le macchinine, le bambine con le bambole o con i pupazzi. I bambini imparano cioè a rapportarsi, ad affezionarsi, a legarsi alle cose, le bambine alle persone.
Alle donne s’insegna la dipendenza. Crescono nella dipendenza. Misura del loro valore di donne è la capacità di essere dedite a qualcuno, accondiscendenti, succubi, vittime.
“Una brava donna” è colei che non chiede, non si espone, non pretende. “Una brava ragazza” è quella che rinnega la sua libertà, i suoi spazi. Quella che sta a casa, che non tradisce, che non ha “grilli per la testa”. Una brava ragazza è dipendente. Bisognerebbe essere dipendenti, per essere scelte, accettate ed apprezzate. Non esserlo, quando per gli altri, diventiamo un peso.
La dipendenza psicologica consiste essenzialmente nell’affidare a qualcuno o a qualcosa, (ad esempio ad una sostanza) il compito di risolvere i nostri problemi di tristezza, senso di inadeguatezza e sfiducia in noi stessi.
[...]
Come si può dedurre una dipendenza è innanzi tutto un comportamento ripetitivo, un comportamento spesso incontrollabile, un’ossessione. Incapace di controllare il proprio istinto è il giocatore d’azzardo, il bulimico, l’alcolista, il tossicomane, l’innamorato- dipendente.Non è un caso se parliamo di istinto.
Una dipendenza è come una fame improvvisa che chiede di essere tempestivamente saziata ma che non sempre porta a sazietà. Spesso si avverte un senso di vuoto maggiore legato ad una specie di nausea, un vomito.
Molti sono gli Autori che negli anni hanno scritto di dipendenza: medici, psicologi, psicoterapeuti, sociologi, antropologi. Ciascuno dal proprio punto di vista e con i propri strumenti ha cercato di rispondere a tutti gli interrogativi legati a questo tipo di disagio.
Difficile, è risultato, unificare le diverse forme di dipendenza, riportarle ad un comune denominatore, riabilitarle attraverso un unico intervento terapeutico.
Le dipendenze non sono tutte uguali, i dipendenti si.
Una persona dipendente cerca il senso del proprio valore nella approvazione degli altri. Alla base della dipendenza c’è sicuramente un problema di autostima: la dipendenza nasce, come abbiamo visto, da un cattivo rapporto con le figure di riferimento. Con le figure d’appoggio. Ciò porta ad un cattivo rapporto con se stessi, ad uno scarso amore per sé, al bisogno costante di appoggiarsi o di farsi sostenere da qualcosa o da qualcuno. La convinzione è che non siamo capaci dire nulla, neanche di farci amare. Se nostra madre non ci ha amato, allora proprio non lo meritiamo. Da soli non ci si sente in grado di camminare, di fare, di sperimentare, di agire, neppure di esprimere un’opinione.
Una persona sana si rifiuta di farsi maltrattare da qualcosa o da qualcuno; la dipendenza ci rende vittime di una situazione in cui l’altro, sia esso uno sostanza o una persona, è comunque il più forte. La dipendenza è una debolezza. Ecco perché i maschi non la manifestano chiaramente come le donne. I maschi, continuano anche da adulti, ad interagire con le cose, non con le persone. Quando non sono stati amati abbastanza, quando sono stati allontanati o abbandonati, sviluppano una serie di dipendenze rivolte più alle cose che alle persone. Loro, i maschi, sono, più delle donne, alcolisti o tossicodipendenti.
L’alcool, o la droga, diverrebbero una sorta di coperta di Linus ossia una oggetto transazionale che facilita il distacco dalle figure genitoriali e quindi la crescita.
La dipendenza, in questo modo, diviene per loro quasi una forza.
Ed è con la forza che, gli uomini, reagiscono alle loro dipendenze affettive.
Molti diventano violenti, maneschi. Ricatteranno e mortificheranno la persona che temono li abbandoni. Ma lo faranno mostrandosi forti e facendo sentire l’altro sempre più debole ed inadeguato. La dipendenza affettiva maschile diviene legittimata e “mascherata” da altri fattori: la gelosia, la rabbia, l’onore, la reputazione. Situazioni ancora, purtroppo, socialmente riconosciute, e quindi approvate e compatite.
tratto da http://www.feritedamore.it/index.php?option=com_content&task=view&id=35&Itemid=
Che altro dire? Vorrei solo sapere in cosa degenererà tutto ciò.
Mi sento poco importante, sempre messa da parte e mai preferita rispetto agli altri, mai degna di attenzioni, mi manca l'affetto dei miei amici, delle persone alle quali voglio bene, mi manca sentirmi importante per gli altri.
E continuo anche ad esternarli, questi sentimenti, a dire quello che mi manca e quello che vorrei, ma non serve mai a niente, poiché non cambia nulla.
Mi chiedo spesso, anzi continuamente, se il problema sono io, se c'è qualcosa che devo cambiare nel mio modo di essere, se invece non posso farci niente ed è questo quello che mi merito. Sono sicura che non sono solo paranoie... Sono una persona intelligente, modestia a parte, e so capire quando una cosa la percepisco solo io e quando invece è davvero così. Capitano a tutti i periodi in cui ci si allontana dagli altri, anzi in cui gli altri ti allontanano, forse... Ma a tutti, ovviamente, poi quel periodo finisce. Il mio purtroppo lo reputo ormai interminabile...
E dire che mi basterebbe davvero pochissimo, da ognuna delle persone per le quali mi farei e mi faccio in quattro, da quelle persone verso le quali ho sviluppato una assurda e malsana dipendenza quasi morbosa.
E' giusto che io debba vivere così? La cosa brutta è che non sembro esternarlo abbastanza, forse... Tanto è vero che se dico anche una sola di queste cose gli altri mi rispondono, maltrattandomi anche (forse ormai sono noiosa, ma che ci posso fare? soffro!), che sono solo cazzate, che la devo smettere di rompere con ste idiozie, ecc.
Non so davvero più a cosa appigliarmi... Mi sento sola, troppo sola, non mi sento affatto importante... Ho come la sensazione che se sparissi da un momento all'altro, non cambierebbe nulla. Vittimismo? Purtroppo no... Esistono i casi così, no? Quindi smettiamola tutti di fare ipocrisia dicendo che è solo vittimismo. A qualcuno devono pur capitare.
E io sento che sta capitando a me... Che qualcuno, per favore, mi aiuti.
Quando ho queste sensazioni, spero sempre di sbagliarmi... perché la fragilità può fare sempre tanto, troppo male. Mi accorgo che tante cose che a volte non vanno non sono più solo nella mia testa... come si può essere cresciuti così male e continuare a farlo? Completamente deviata... E non voglio saperlo, non voglio chiedermelo, non ho intenzione di stare dietro a ragionamenti che portano sicuramente a sofferenze interminabili. Puoi cercare di essere ciò che la vita ti chiede di essere, e a volte ci riesci anche. Però se a volerti diversamente non è la vita... c'è poco da fare. Ci sono cose che fanno male. Rendersi conto che il mondo aldifuoridiqui è sbloccato, libero ed intraprendente, fa male. Vorrei cambiare... e vorrei farlo per me stessa. Ho un senso di vuoto assurdo, dentro di me. Le foto sbiadiscono.... e lo fanno sotto i tuoi stessi occhi. Vorrei un'aria di novità, perché è tutto così stressantemente uguale e monotono che so da me stessa che è noioso. E che cosa posso farci? Forse niente, forse qualcosa sì... Ma ne avrò la forza, in queste condizioni?
E' il secondo intervento consecutivo ma non mi so trattenere... mi sono messa a rileggere il blog e mi è venuta la nausea... febbraio-marzo 2007 e poi 2008... sempre la stessa robaccia! E' possibile non cambiare neanche di uno schifoso aspetto minuscolo? Sono stressata... ed incazzata...
Vedo dentro di me e davanti ai miei occhi ossessioni, persone, facce, rivedo momenti, mi rimbombano in testa frasi e risate sconnesse, sono ossessionata e ansiosa, ansiosa e ossessionata, perché purtroppo sono così: MI FISSO. E non riesco più ad andare avanti, sono rimasta bloccata... che cosa cazzo devo fare per andare avanti? Come devo sbloccarmi? Maledetta estate di merda... maledetta troia... perché accidentaccio dovevo incontrarti per forza... è colpa tua, di ogni cosa, di ogni sfumatura del mio carattere, è colpa tua se oggi sono sempre spaventata e se non riesce più a piacermi nessuno, se il mio cuore ha smesso di avere la giusta temperatura da anni! E' colpa tua, che mi hai piegato, mi hai cambiata, e neanche te ne sei accorta... io penso che sto iniziando ad odiarti. A colpevolizzarti di ogni cosa, anche delle ultime ossessioni reduci di una serata del cazzo. NON VOGLIO PIù ESSERE COSì! BASTA! Non so neanche a chi o a cosa aggrapparmi... vorrei riuscire a sentire di nuovo le emozioni dal di dentro... eppure mi rendo adesso conto che sono diventata dura e sterile. E che mi fisso. Sono ansiosa. Voglio dimenticare presto... oppure voglio semplicemente dormire per tanto tanto tempo...
Adesso vado a letto, sarà meglio... Mi sento un'altra persona. La persona che ero fino a pochi giorni fa non avrebbe mai scritto un intervento così. O comunque, se anche l'avesse fatto, non avrebbe premuto su "pubblica il post" come sto per fare io
Mi da fastidio... mi da fastidio tutto, perché non mi va giù che vada sempre tutto così! Che la gente debba avere un modo sbagliato di vedere le cose, un errato punto della situazione... non mi va giù che non mi sento più bene neanche fisicamente e non capisco perché, non mi va giù che la settimana sia ancora all'inizio, non mi va giù non poter fare quello che voglio, non mi va giù che ogni giorno la scuola diventa più stressante nel suo non richiedere nessun tipo di impegno, non mi va giù il trinity, non mi va giù che a giugno ci saranno di nuovo le pagelle, non mi vanno giù i martedì, domani è martedì, non mi vanno giù le feste, non mi vanno giù le urla non mi va giù che non capisco più un cazzo non mi va giù il bruciore che sento agli occhi non mi va giù che siano già le 0.42 non mi va giù stare al computer non mi va giù andare a dormire non mi vanno giù i giorni passati non mi va giù che il tempo negli ultimi tempi sta passando troppo veloce non mi va giù non essere consapevole delle mie azioni non mi va giù aver sprecato il tempo non mi va giù accorgermi che è tardi e si deve dormire non mi va giù che il mondo giri dal verso sbagliato non mi va giù che la tastiera faccia rumore non mi va giù questo colore rosso NON MI VA GIù CHE VORREI URLARE E NON POSSO NON MI VA GIù CHE NON HO NIENTE DA FARE NON MI VA GIù CHE NEL MIO LETTORE MP3 C'è SOLO MUSICA DI MERDA E NON HO VOGLIA DI CAMBIARLA NON MI VA GIù CHE DOMENICA NON HO VISTO LA TELEVISIONE NON MI VA GIù CHE MI SIA SENTITA MALE NON MI VA GIù CHE DOMANI HO COMPITO DI CHIMICA NON MI VA GIù CHE OGGI IL COMPITO DI GRECO SIA ANDATO FIN TROPPO BENE NON MI VA GIù AVER PERSO IL PUDORE NON MI VA GIù CAMMINARE NON MI VA GIù STARE FERMA MI FA SCHIFO LA MIA MAGLIETTA NON MI VA GIù CHE DEVO ASPETTARE NON MI VA GIù CHE STIA INIZIANDO A FARE CALDO DI NUOVO NON MI VA GIù CHE LA GIORNATA SIA FINITA NON MI VA GIù PERDERE LE COSE NON MI VA GIù UN CAZZO DI NIENTE NON MI VA GIù CHE GIRA E RIGIRA NON RIESCO MAI A CAMBIARE IL MIO CARATTERE NON MI VA GIù CHE CON GLI AMICI VADA TUTTO TROPPO BENE NON MI VA GIù NIENTE